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Film di spessore: consigli per gli acquisti!

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Cinema e libri
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Ci sono film che lasciano il segno, una traccia di se che non sbiadisce negli anni, ma che il tempo rafforza, consegnandoli alle generazioni future come vere e proprie opere d’arte da ammirare e da cui trarre profonde emozioni.
Tra questi, il film
Risvegli dell’anno 1990, interpretato dall’immenso Robin Williams e da un superbo e inarrivabile Robert De Niro, diretti magistralmente dall’attenta regia di Penny Marshall.
La storia, liberamente ispirata a fatti realmente avvenuti, narra il tentativo di riportare alla vita attiva, un gruppo di pazienti colpiti da un morbo letargico che da oltre 20 anni li condanna a una “vita non vita”, un’esistenza vegetativa che li ha resi spettatori silenti del mondo. Il giovane medico Malcom Sayer, interpretato da Robin Williams, decide di tentare una cura sperimentale su un gruppo di questi “dormienti”, tra i quali uno strepitoso Robert De Niro che impersona Leonard Lowe, ammalatosi quand’era bambino.

La cura, la somministrazione di un farmaco molto simile alla droga, scatena nei pazienti, reazioni inimmaginabili e insperate. Tutti improvvisamente si risvegliano e si ritrovano catapultati in una realtà diversa e mutata, dalla vita che ha continuato a scorrere durante il loro sonno. I risultati più sorprendenti li ottiene il giovane Lowe, che intenerisce per lo stupore con il quale ammira “il mondo” quel mondo su cui i sui occhi si sono spenti tanti anni prima, un black out emotivo complicato da superare. Ben presto, dopo i primi periodi di ovvia gioia per il ritorno alla vita, tutti i pazienti mostrano tristezza e solitudine, perché smarriti e incapaci di accettare cambiamenti tanto profondi. Il farmaco perde efficacia e tutti i pazienti curati e guariti, ripiombano inspiegabilmente nel sonno, nelle stesse condizioni precedenti la cura. Anche Leonard si riaddormenta, ma nel frattempo ha avuto modo di assaporare la vita, le cose di tutti i giorni, tra le quali l’amore, l’infatuazione per una giovane donna, Paula, conosciuta in ospedale, che ricambia timidamente il sentimento. Questo film è un grido alla vita, alla possibilità sempre e comunque di riuscire anche quando tutto è avverso, e spinge verso la direzione contraria a quella dell’abbandono. Il genere è drammatico ma a tratti irriverentemente comico, perché trattare le malattie con speranza, è dissacrante, ma è l’unico modo per superarle e credere in un futuro migliore.
Un’altra pietra miliare del cinema mondiale è il film
American Beauty, una satira feroce del sogno americano, interpretato da Kevin Spacey, attore poliedrico capace di interpretare perfettamente il disagio di Lester Burnham, uomo medio americano depresso e infelice a causa di un lavoro che non lo soddisfa e di una moglie orribile, interpretata dalla grandiosa Annette Bening, che trasferisce al suo personaggio tutta la frustrazione e la rabbia per i fallimenti della sua vita. Il film è la trasposizione di uno spaccato di vita americana, dove apparenza e successo sono le chiavi per avere felicità. Diretto da Sam Mendes vinse nel 1999 ben cinque oscar, tutti meritatissimi.

 

 

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