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  • Lievito di birra in compresse, bellezza e benessere

    Il lievito di birra in compresse contribuisce al benessere di pellecapelli. Utile per rinforzare le difese immunitarie apporta anche vitamine del gruppo B. Può essere un aiuta nel contrastare la stanchezza.

    Lievito di birra in compresse, a cosa serve

    Il lievito di birra in compresse è differente da quello impiegato in cucina perché è secco ed inattivo.
    Si tratta di un integratore alimentare facilmente acquistabile in parafarmacia e nella grande distribuzione.

    E’ utile per migliorare la risposta immunitaria e per combattere la stanchezza. Grazie ai fermenti rappresenta un sostegno della flora batterica e permette di preservare il benessere intestinale.

    Si tratta di un prodotto rimineralizzante che apporta proteine, potassio, calcio, zinco, selenio e fosforo. Contiene vitamine del gruppo B ed è una buona fonte di vitamina B1, o tiamina, indispensabile per la produzione di energia e per mantenere la concentrazione.

    Nel lievito secco sono presenti anche fibre, antiossidanti ed acido folico.

    Inoltre, il lievito di birra in capsule può essere utile per  la salute del fegato e per controllare il colesterolo cattivo e favorire l’apparato cardiovascolare grazie all’azione dei beta glucani. Può essere adatto a chi segue un’alimentazione vegetariana, a chi pratica sport ma anche a chi è debilitato, vuole depurarsi o attraverso un momento di affaticamento.

    Come sempre, sottolineiamo che non è un’alternativa alle cure mediche e farmacologiche e che non è adatto a tutti.

    Lievito di birra in compresse per la bellezza

    E’ utile per la bellezza dei capelli, della pelle e delle unghie perché fornisce collagene, cheratina, antiossidanti e minerali come il calcio e lo zinco.

    Può aiutare a contrastare i problemi legati alla pelle grassa, come i brufoli, e a rendere le unghie più resistenti. Inoltre, contrasta la caduta e la depigmentazione di colore dei capelli.

    Per il dosaggio è essenziale rispettare le indicazioni riportate del produttore; solitamente, si consiglia di assumere le pasticche con un bicchiere d’acqua.

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  • Il falangio o nastrino, la pianta che purifica l’aria

    Il falangio o nastrino purifica l’aria delle case e degli uffici perché elimina alcune sostanze tossiche. E’ una pianta molto decorativa, rigogliosa e  che richiede poche cure. Impariamo a prenderci cura del falangio o nastrino.

    Il falangio o nastrino, purifica l’aria


    Il nome scientifico è chlorophytum comosum ma è più nota come ragno, nastrino, nastrina o falangio. Il nome ragno lo si deve alle sue foglie la cui forma ricorda le zampe di questo insetto.  Ne esistono molte varietà ma fra le più diffuse vi è quella con foglie bianche al centro e verde chiaro ai lati.

    E’ molto decorativa e diventa ancora più spettacolare quando, a primavera, sbocciano i suoi fiori bianchi.
    Si tratta di una pianta perenne, non solo bella ma utile perché può purificare l’aria delle case e degli uffici. E’ in grado di ridurre la presenza di sostanze dannose come lo xilene ed il monossido di carbonio. Una buona idea è sistemare più vasetti nei vari ambienti, così da garantirsi sempre un’aria salubre.

    Consigli per coltivare il falangio

    Il falangio non richiede cure particolari ed l’ideale per chi non ha molta dimestichezza con le piante. Si può coltivare sia nella terra che nell’ acqua. E’ importante sistemare i vasi in un luogo luminoso ma la luce solare non deve essere diretta.

    D’inverno, quando le temperature sono particolarmente basso, è bene spostarla in un angolo protetto. Quando si notano foglie secche è importante eliminarle.
    Il nastrino necessita di annaffiature regolari ma non eccessive; prima di irrigare è opportuno controllare se il terreno sia ancora umido.

    Periodicamente, bisogna rinvasare, eliminando le radici in eccesso.
    Per moltiplicare questa rigogliosa pianta si può mettere un ciuffetto all’interno di un barattolo di vetro. L’acqua non dovrà toccare le foglie; dopo qualche settimana si vedranno le prime radici. A questo punto si può decidere se continuare la coltivazione in acqua o se trasferire la piantina in un vasetto.

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  • Festa del papà dieci idee regalo per il 19 marzo

    Festa del papà dieci idee regalo. Il 19 marzo, nel nostro Paese, è sia la giornata dei padri che la ricorrenza di san Giuseppe. Si tratta di una ricorrenza che prende origine negli Usa a partire dai primi decenni del XX secolo.

    Festa del papà dieci idee regalo

    Vi proponiamo tante idee regalo per la festa del papà.

    Se cercate un dono per un padre che ama la vita all’aria aperta si può optare per un berretto, una torcia o una luce frontale per il running.

    Invece, per chi non vuol rinunciare ad avere delle scarpe sempre perfette potete optare per un impermeabilizzante, uno spray deodorante o una spazzola adatta al camoscio.

    Un regalo sempre utile è un portachiavi che potrà essere più prezioso, se in argento, o più economico. Altre idee sono ciondoli, spille e bracciali, come quelli in pelle o in acciaio. Potrà essere utile un porta abiti da viaggio, un taccuino da ufficio o degli occhiali da sole.

    Fra le altre idee per festeggiare i papà ci sono kit vivavoce per l’automobile, una penna usb o un portadocumenti per la scrivania.

    Storia della festa del papà

    La festa del papà, in Italia, coincide con il giorno di san Giuseppe. La ricorrenza ha origine negli Usa agli inizi del 1900, per desiderio di Sonora Smart Dodd. Per onorare il padre, un reduce della guerra di secessione americana, la signora Sonora pensa di organizzare una giornata speciale. La prima festa  si svolge nello Stato di Washington ed è datata 1910 ed in breve tempo si diffonde il tutto il mondo.

    Per il giorno dei papà esistono tradizioni molte antiche come il preparare le tipiche zeppole. Inoltre, in alcune regioni del Sud Italia, come la Puglia e la Sicilia, si imbandiscono le tavole di san Giuseppe. Il 19 marzo si imbandiscono ricche tavolate alle quali possono partecipare tutti. 

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  • La festa delle donne, come festeggiare l’8 marzo

    La festa delle donne ricorre l’8 marzo. Le origini di tale ricorrenza risalgono ai primi decenni del XX secolo. Il simbolo della festa delle donne è la mimosa, che fiorisce proprio agli inizi della bella stagione.

    La festa delle donne, le origini

    La giornata internazionale delle donne è l’8 marzo. Le origini di tale festa risalgono al 1907 per volontà della Seconda Internazionale socialista. La prima festa si celebra però nel 1909.

    Bisogna però attendere l’anno successivo perché l’Internazionale socialista istituisca ufficialmente la festa. Nel 1921, la Seconda Internazionale istituisce la festa che nel nostro Paese si diffonde soprattutto dal 1922.

    La ricorrenza dell’8 marzo diventa più sentita dopo la seconda guerra mondiale. In Italia, il fiore simbolo è la mimosa. A sceglierla sono tre donne dell’Unione Donne Italiane, l’Udi. Rita Montagnana, Teresa Noce Teresa Mattei optano per le mimose perché si trovano molto facilmente e hanno un costo contenuto.

    8 marzo, proposte per cosa fare

    Per l’8 marzo si tengono convegni, esposizioni e mostre.

    Se si vuol organizzare un rinfresco a casa, sempre nel rispetto delle regole anti Covid, si può ordinare del cibo oppure preferire piatti semplici come pizzette, tramezzini e salatini. Per ogni invitata non potrà mancare un piccolo pensiero come un ramoscello di mimosa o delle bustine contenenti semi di fiori.

    Invece, per omaggiare le colleghe si può pensare a dei dolci, a dei cioccolatini, un allegro calendario o ad una piantina da sistemare in ufficio.

    Per festeggiare con le amiche si può organizzare una gita fuori casa, magari per raggiungere uno stabilimento termale, o una cena in un ristorante particolare. 

    Un’idea simpatica è di donare alle donne della propria vita del tempo da trascorrere insieme.

    Se si cerca un’idea regalo per la propria compagna si può pensare ad un gioiello, ad un oggetto d’arte o ad una breve vacanza.

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  • Tacchi alti e salute, cosa sapere

    I tacchi alti indossati per troppo tempo potrebbero essere responsabili di alcuni disturbi di salute.


    Da tempo la scienza si è interrogata sui possibili danni causati da un uso prolungato ed eccessivo dei tacchi alti e di calzature scomode e strette. In effetti, le calzature che costringono a posizioni innaturali e che modificano la postura possono favorire l’insorgenza di dolori e di altre patologie a carico delle ossa ma anche dei tendini e dei muscoli.

    Tacchi alti e salute

    In Gran Bretagna presso l’università di Aberdeen ha condotto una ricerca scientifica per evidenziare quali possano essere le malattie collegata ai tacchi alti.  Gli esperti hanno sottolineato che sia necessario evitare che le lavoratrici vengano costrette ad indossare scarpe scomode o con tacchi eccessivi.

    Dai dati dello studio emerge che indossare gli stiletti per lungo tempo potrebbe aumentare il rischio di andare incontro a dolori, alluce valgo e contusioni.

    Invece, al momento non è stato possibile individuare un legame fra l’osteoartrite e le scarpe scomode. Gli esperti britannici che hanno effettuato un’importante revisione scientifica hanno concluso che le i tacchi alti usati in maniera smodata sono corresponsabili di alcuni disturbi di salute. Nonostante quest’evidenza scientifica in tanti continuano a considerare questa tipologia di calzature indispensabili durante le ore di lavoro.

    Tacchi alti, consigli d’uso

    Non è necessario rinunciare completamente ai tacchi alti ma è importante non indossarli troppo spesso e per molte ore di seguito.

    Un buon paio di scarpe alte deve comunque assicurare il massimo confort, senza obbligare le dita, che devono stare distese, a posizioni innaturali. Le calzature con la punta molto stretta e lunga, col passare del tempo, possono essere dannose perché inducono le dita a sovrapporsi. Inoltre, un altro rischio è rappresentato dalla possibilità di andare incontro all’alluce valgo e alle dita a martello che nei casi più gravi si risolvono soltanto ricorrendo alla chirurgia.

    Quando le scarpe non sono comode è possibile accusare stanchezza ma anche dolori non soltanto ai piedi ma anche alle caviglie e ai polpacci.

    Un importante consiglio è riservare le calzature scomode per eventi particolari, evitando di indossarle per un giorno intero o per molte ore di seguito.

    Il rischio riguarda anche la circolazione sanguigna e i disturbi a carico delle articolazioni e della schiena. Dopo aver smesso gli stiletti è opportuno concedersi un pediluvio a base di ingredienti naturali che donino un senso di freschezza e sollievo.

    Inoltre, è bene dedicare del tempo a semplici esercizi per mantenere agili le articolazioni e cercare di camminare a piedi nudi il più possibile.

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  • Carnevale Le origini e gli appuntamenti

    Carnevale un periodo di svago e divertimento. Si tratta di una festa mobile, nel nostro calendario, che si conclude con il martedì grasso. Le origini del Carnevale sono molto antiche. Addirittura si fanno risalire ai saturnali, riti pagani dell’antica Roma.


    Carnevale, le origini della festa più pazza dell’anno

    La parola Carnevale potrebbe prendere origini dai termini latini carnem levare, ossia togliere la carne.

    Il vocabolo si spiegherebbe con la consuetudine di non mangiare carne appena terminati i festeggiamenti. Difatti dopo i giorni di Carnevale inizia la Quaresima. Questo è il periodo di quaranta giorni che prepara a Pasqua.
     Secondo le disposizioni della Chiesa Cattolica, durante la Quaresima si mangia di magro, ossia si elimina la carne.

    Quanto ai festeggiamenti carnevaleschi essi si contraddistinguono per i pasti abbondanti, le sfilate e i divertimenti. Invece il martedì grasso, ossia l’ultimo giorno di festa, si conclude quasi sempre con il rogo del fantoccio di Re Carnevale. E’ questo un falò propiziatorio, utile ad allontanare il male e ad assicurare dei raccolti abbondanti.

    Gli appuntamenti italiani


    Nel nostro Paese la tradizione carnevalesca è molto viva ed antica.
    Fra gli appuntamenti storici più rinomati vi è Viareggio. Se si vuol restare in Toscana si può raggiungere Foiano, dove alla sfilata partecipano quattro cantieri. L’ultimo giorno si svolge il rogo di Re Giocondo preceduto dalla rificolonata, una suggestiva processione di luminarie.

    Invece, a Milano i giorni più pazzi dell’anno durano più a lungo. Il carnevale ambrosiano si conclude la prima domenica di Quaresima.

    Gli altri carnevali da non perdere sono quelli di Putignano, Cento  e Larino, in provincia di Campobasso.  A Frosinone, nel Lazio, il simbolo è la radeca, ossia l’agave, che simboleggia la prosperità e la fertilità. L’origine dei festeggiamenti di Frosinone fa riferimento ad un fatto storico risalente al 1798, la rivolta contro le truppe francesi.

    Molto spettacolari gli eventi a Verres ed in altri centri della Valle d’Aosta come Breuil, dove si rievoca la figura della Dama Bianca.

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