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Carnevale Le origini e gli appuntamenti

Carnevale un periodo di svago e divertimento. Si tratta di una festa mobile, nel nostro calendario, che si conclude con il martedì grasso. Le origini del Carnevale sono molto antiche. Addirittura si fanno risalire ai saturnali, riti pagani dell’antica Roma.


Carnevale, le origini della festa più pazza dell’anno

La parola Carnevale potrebbe prendere origini dai termini latini carnem levare, ossia togliere la carne.

Il vocabolo si spiegherebbe con la consuetudine di non mangiare carne appena terminati i festeggiamenti. Difatti dopo i giorni di Carnevale inizia la Quaresima. Questo è il periodo di quaranta giorni che prepara a Pasqua.
 Secondo le disposizioni della Chiesa Cattolica, durante la Quaresima si mangia di magro, ossia si elimina la carne.

Quanto ai festeggiamenti carnevaleschi essi si contraddistinguono per i pasti abbondanti, le sfilate e i divertimenti. Invece il martedì grasso, ossia l’ultimo giorno di festa, si conclude quasi sempre con il rogo del fantoccio di Re Carnevale. E’ questo un falò propiziatorio, utile ad allontanare il male e ad assicurare dei raccolti abbondanti.

Gli appuntamenti italiani


Nel nostro Paese la tradizione carnevalesca è molto viva ed antica.
Fra gli appuntamenti storici più rinomati vi è Viareggio. Se si vuol restare in Toscana si può raggiungere Foiano, dove alla sfilata partecipano quattro cantieri. L’ultimo giorno si svolge il rogo di Re Giocondo preceduto dalla rificolonata, una suggestiva processione di luminarie.

Invece, a Milano i giorni più pazzi dell’anno durano più a lungo. Il carnevale ambrosiano si conclude la prima domenica di Quaresima.

Gli altri carnevali da non perdere sono quelli di Putignano, Cento  e Larino, in provincia di Campobasso.  A Frosinone, nel Lazio, il simbolo è la radeca, ossia l’agave, che simboleggia la prosperità e la fertilità. L’origine dei festeggiamenti di Frosinone fa riferimento ad un fatto storico risalente al 1798, la rivolta contro le truppe francesi.

Molto spettacolari gli eventi a Verres ed in altri centri della Valle d’Aosta come Breuil, dove si rievoca la figura della Dama Bianca.

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La colomba di Pasqua, le leggende e i consigli d’acquisto

La colomba di Pasqua ha una storia lunga e suggestiva che risalirebbe all’epoca longobarda. E’ un dolce tradizionale la cui commercializzazione risale agli anni 1930.
Per acquistare un ottimo prodotto al  momento dell’acquisto è importante leggere con attenzione l’etichetta.

La leggenda della colomba di Pasqua

Secondo la leggenda, il santo irlandese Colombano giunse alla corte di Teodolina, regina dei Longobardi. I sovrani avevano allestito un lauto pasto con tante pietanze a base di carne. Si era però in tempo di Quaresima e san Colombano, in rispetto delle regole dettate dalla Chiesa, mangiava di magro. Al momento di iniziare il banchetto, il santo si accorse che se vi avesse partecipato avrebbe trasgredito le regole quaresimali. Così, per non incorrere in incidenti diplomatici, chiese di poter benedire la tavola ed i cibi. Immediatamente, tutte le vivande si trasformarono in candide colombe che presero il volo.
Era nata la colomba di Pasqua, simbolo di pace e rinascita. San Colombano aveva mantenuto fede alla sua promessa di non mangiare carne in Quaresima e aveva conservato ottimi rapporti con i regnanti longobardi.
Invece, secondo un’altra versione questi dolci nacquero durante l’assedio di Pavia ad opera del re Alboino. L’assedio durò per ben tre anni, al termine dei quali la città dovette capitolare. I cittadini, nel tentativo di ridurre al minimo le rappresaglie dei vincitori, prepararono dei dolci speciali. Li impastarono a forma di colomba e li donarono agli invasori in segno di pace e concordia.
 

La colomba pasquale

La colomba così come la conosciamo noi risale agli anni 1930. L’idea di commercializzare la colomba pasquale si deve al pubblicitario Dino Villani.
L’ambizioso progetto, perfettamente riuscito, voleva sfruttare i macchinari utilizzati per la produzione del panettone anche durante altri periodi dell’anno. Si mise a punto un dolce ricco di burro, profumato di fiori d’arancio e ricoperta di glassa.
Dal 2005, la legge italiana ha indicato le caratteristiche che deve possedere la colomba pasquale. Fra gli ingredienti fondamentali ci sono il burro e le uova di categoria A.
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